| Il
Centro Studi Yoga Shakti è una associazione
UISP e sede EFOA (European Federation of Oriental Arts).
L'attività del Centro è iniziata più di 20
anni fa; vi si praticava HATHA YOGA e ci si rivolgeva a tutti coloro
che volessero trarre da questa pratica stimoli per realizzare un
percorso evolutivo oppure, semplicemente, il benessere e l'equilibrio
psicofisico. Ben presto, tuttavia, anche per venire incontro alla
domanda di approfondimento di una parte degli utenti, venne attivato
il Corso per divenire insegnanti di Yoga, organizzato dall'EFOA.
Seguì, dopo qualche tempo, il Corso per Operatori di Shiatsu
e poi di altri tipi di massaggio: Linfodrenaggio, Massaggio Aromaterapico,
Massaggio Ayurvedico, oltre al Corso di Pranoterapia. Il Corso di
Naturopatia è iniziato nel 2001. Analogamente, nell'attività
quotidiana, accanto alle lezioni di Yoga si sono inseriti i MASSAGGI
e altre pratiche collegate alla medicina naturale, come, ad esempio,
l'Astrodiagnosi, la Pranoterapia, la Rigenerazione Posturale e Respiratoria.
Tutte queste attività hanno realizzato una singolare sinergia.
Le varie discipline si arricchiscono per il confronto reciproco.
In particolare si approfondisce e si raffina la conoscenza del corpo
e della mente e delle funzioni che li regolano oltre che delle componenti
più "sottili" dell'essere. Si acquisiscono punti di vista
diversi che illuminano di una luce nuova i principi teorici. Viene
eliminato radicalmente il pericolo del dogmatismo e nello stesso
tempo la ricerca riceve slancio dalla constatazione puntuale e mai
data per scontata della sostanziale omogeneità del pensiero
che si rifà alla Tradizione. Nella stesso tempo l'utente
si trova immerso in un ambiente in cui il principio fondamentale
è il rispetto per la persona, considerata nella totalità
delle sue componenti, ("corpo ed anima", si potrebbe dire) e, inoltre,
in grado di offrire approcci diversi a seconda dei soggetti, dei
loro bisogni e delle loro aspettative, grazie alla pluralità
delle competenze degli operatori.
TEORIA E PRATICA
Come avviene nel pensiero tradizionale, non c'è teoria senza
pratica né pratica senza teoria. Qualsiasi attività
umana, fosse pure il gesto di ravviarsi i capelli, è, infatti,
sempre preceduta da un pensiero; per realizzare ciò che vogliamo
occorre, ovviamente, che vi sia coerenza fra pensiero e azione.
La scienza tradizionale non è approssimativa: non si accontenta
di una generica erudizione ma impone di padroneggiare le regole
del "gioco". Le pratiche che proponiamo sono coerenti con le teorie
e gli indirizzi filosofici a cui ci ispiriamo. Si tratta di una
coerenza specifica e non di vaghi riferimenti ad un "pensiero indiano"
o ad una generica "filosofia dello yoga" giacché nell'enorme
panorama culturale indiano occorre saper individuare le varie correnti
che si riferiscono, ciascuna con un'angolazione diversa, allo yoga;
a questo scopo consigliamo lo studio di un certo numero di testi
classici. Non condividiamo infatti l'argomentazione secondo
la quale il pensiero indiano sarebbe troppo lontano da noi, e quindi
sostanzialmente inavvicinabile, perché siamo convinti della
sostanziale unità della tradizione e sappiamo che esistono
nessi facilmente riscontrabili fra la tradizione occidentale e quella
orientale. Pensiamo anche che una maggiore conoscenza dei classici
indiani ci apra la strada a una interpretazione non convenzionale
dei nostri classici (per esempio, di Dante).
Come è consuetudine acquisita, in tutti i centri Yoga si
propongono delle sequenze. La scuola insegnanti di Yoga dell'EFOA
prevede un intero anno da dedicarsi al Kramavidya, l'Arte delle
sequenze; queste ultime infatti, anche in tutte le pratiche settimanali,
non si configurano mai come un succedersi casuale di posizioni,
seppure piacevole ed esteticamente soddisfacente, ma come un tutto
organico che tende a realizzare concretamente l'unificazione di
corpo, respiro e mente, per consentire la contemporanea presenza
di tre elementi fondamentali dello Yoga: ASANA (la posizione );
PRANAYAMA (l'arte dei ritmi, la concentrazione interiore sul respiro);
DHYANA (la meditazione).
Le altre discipline che fiancheggiano lo Yoga perseguono l'unificazione
di cui si è detto con mezzi diversi, poiché ogni cammino
tradizionale si avvale di un autonomo insieme di elementi, assolutamente
coerenti fra di loro, che dunque difficilmente sopportano delle
intromissioni di elementi estranei. Lo scopo è tuttavia lo
stesso: la riconquista di quell'armonia che l'uomo ha perduto da
tempo, la cui mancanza sta all'origine di ogni tipo di sofferenza
del corpo e dell'anima. Un altro elemento che accomuna discipline
diverse come lo Yoga, l'Ayurveda, lo Shiatsu, la Pranoterapia, la
Medicina Tradizionale Cinese, la Spagiria è la consapevolezza
che lo stato di malattia consiste sempre in uno squilibrio e che
la riconquista dello stato di salute passa attraverso il rafforzamento
della Forza vitale, detta anche Prana, Chi, Qi o, più comunemente,
anche se impropriamente, Energia Vitale. E questa è anche
la via che ci viene suggerita dai testi
classici. |